Il progetto

Introduzione

L’idea del progetto AI Mediation Helper nasce da un’analisi dei principali ostacoli all’uso efficace degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie da parte dei consumatori e degli altri utenti dei procedimenti di mediazione civile e delle procedure ADR.

Fra gli ostacoli principali troviamo:

  • la difficoltà (o l’impossibilità) di preparare adeguatamente le riunioni nelle varie fasi della procedura;
  • i costi dell’assistenza legale, necessaria per chiunque non abbia esperienza con tecniche di negoziazione.

In particolare, l’esperienza maturata in 14 anni di attività, con migliaia di procedimenti ADR gestiti, centinaia di corsi di formazione e seminari rivolti a Mediatori, Conciliatori, Avvocati e utenti e, più recentemente, il sondaggio condotto nel settembre 2020 nell’ambito del progetto ODR Cons-ITA (882165) sviluppato da INMEDIAR e cofinanziato dal Consumer Programme 2014-2020 dell’Unione Europea, ha ulteriormente chiarito la necessità di fornire agli utenti non professionisti uno strumento di facile utilizzo per aiutare gli utenti –e in particolar modo i consumatori– a preparare gli incontri delle procedure negoziali, al fine di massimizzare l’efficacia della loro partecipazione e ridurre i costi totali da essi sostenuti.

Da questa situazione è nata l’idea di sviluppare uno strumento automatico, basato sull’intelligenza artificiale conversazionale, capace di:

  • preparare i consumatori alle procedure ADR, consentendo loro di affrontarle in modo efficace e organicamente;
  • facilitare, di conseguenza, l’utilizzo da parte dei consumatori degli strumenti ADR, rendendone più efficace la preparazione;
  • ridurre significativamente, di conseguenza, i costi che i consumatori devono affrontare nelle procedure ADR, rendendoli più efficaci e più autonomi;
  • facilitare -indirettamente- il lavoro dei mediatori e dei conciliatori, che potranno relazionarsi con utenti più preparati e consapevoli.

Il progetto

Il progetto AI Mediation Helper, quindi, nasce dalle considerazioni sopra esposte e mira a fornire alle parti coinvolte in una controversia uno strumento automatico per prepararli ad affrontare in modo razionale ed efficace i procedimenti di mediazione e le procedure ADR.

Una volta portata a termine la sua realizzazione (fine febbraio 2027), AI Mediation Helper sarà uno strumento basato sull’intelligenza artificiale (IA) in grado di aiutare le parti a esplorare i propri interessi, bisogni e opzioni fin dall’inizio del procedimento di mediazione in cui sono coinvolte.

Le conversazioni psicologiche, che producono conoscenza e stabiliscono obiettivi sulle aspettative personali durante il dialogo, guidano i processi di mediazione: il mediatore fornisce un ascolto attivo, suscita le emozioni, gli interessi e i bisogni delle parti in conflitto, guidando la conversazione secondo tecniche ben definite.

L’IA conversazionale può essere addestrata a condurre conversazioni psicologiche orientate all’ottenimento di informazioni utili nell’ADR, seguendo le stesse regole e algoritmi adottati dai mediatori professionisti: in questo modo, l’IA esplora le idee delle parti (interessi, obiettivi e opzioni di accordo) fin dalla fase iniziale del reclamo, consentendo alle parti di individuare e condividere ipotesi di soluzione ancor prima che il mediatore intervenga nella procedura, con un notevole risparmio di tempo per le parti, per gli Avvocati che le assistono e per il Mediatore stesso.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale, inoltre, si adatta molto bene alle procedure ADR dei consumatori, perché spesso il costo effettivo del conflitto per le controversie di modesta entità supera il beneficio atteso: automatizzare la fase esplorativa del processo di mediazione (solitamente più estenuante sia per le parti che per il Conciliatore) può migliorare i tempi di risposta della procedura ADR e, di conseguenza, la diffusione dei sistemi di risoluzione alternativa delle controversie in Italia e in Europa.

Inoltre, lo strumento di intelligenza artificiale conversazionale si baserebbe solo sulla semantica (frasi, sintassi, feedback, ecc.), ignorando e ignorando totalmente i dati personali e i metadati: pertanto, pienamente conforme al GPDR.

La piattaforma

La piattaforma AI Mediation Helper sarà, in pratica, un chatbot basato su ChatGPT per guidare una conversazione individuale (tra l’IA e l’utente) in un contesto di caucus, esercitando strumenti grammaticali specifici trasformazionali-generativi attualmente impiegati dai professionisti mediatori:

  • Identificazione delle parole chiave, per mappare la semantica della conversazione.
  • Domande aperte, per esplorare la mappa semantica della conversazione.
  • Affermazioni cicliche o speculari, per creare empatia e fiducia con l’utente.
  • Riformulazione delle affermazioni dell’utente, per rivelare significati nascosti in frasi ambigue.
  • Verificare il feedback tramite domande chiuse, per rafforzare il raggiungimento degli obiettivi.
  • Stress test sia per la comprensione del contesto (per risolvere malintesi) e le proposizioni critiche (per superare le impasse).

Pertanto, una volta realizzato il chatbot supporterà le persone nell’esplorazione di un’unica posizione strategica in un processo negoziale, imitando un mediatore professionista che dialoga con le parti per valutarne gli obiettivi, le alternative migliori e peggiori a un accordo negoziale (BATNA e WATNA) e le loro proposte di risoluzione:

  • le parti –e gli eventuali professionisti che le assistono– possono comprendere il significato di un procedimento di mediazione (se non ne sono consapevoli) e possono chiarire le loro opzioni (se sono disposti ad accontentarsi), preparandosi a negoziare in modo realmente efficace;
  • i mediatori possono imitare conversazioni difficili per esplorare le somiglianze e le differenze con le loro reali tecniche ed esperienze di mediazione.

L’interfaccia

AI Mediation Helper fornirà un’interfaccia utente semplice e pulita, molto simile a quelle presenti su Internet per i principali chatbot basati sull’intelligenza artificiale (ChatGPT, Le Chat, Claude, ecc.): l’utente digita le sue frasi in una casella di testo e l’intelligenza artificiale restituisce il testo sottostante.

Fondamentalmente il chatbot chiederà all’utente di inserire la sua rappresentazione testuale di una controversia legale, elicitando dettagli e informazioni da elaborare per proseguire il dialogo con l’utente, che potrà così concentrarsi sugli aspetti più importanti del processo negoziale.

Saranno poi gli amministratori del chatbot a impostare le competenze dell’IA tramite un database, strumento di gestione che consentirà agli amministratori di:

  • studiare le conversazioni tra gli utenti e l’IA, al fine di riconoscere interazioni inefficienti da migliorare sulla base dell’esperienza professionale dei mediatori;
  • modificare la struttura della conversazione guidata dall’IA, al fine di migliorare la strategia di dialogo in una prospettiva negoziale;
  • modificare le istruzioni fornite all’IA, per migliorare le conversazioni future sulla base dell’esperienza dei mediatori professionisti.

Da questo link è possibile scaricare il booklet informativo del progetto, con maggiori dettagli tecnici su AI Mediation Helper.

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Istituto Nazionale per la Mediazione e l’Arbitrato – INMEDIAR

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